>

torna alla pagina dei prodotti

Le proprietà e le applicazioni della gomma, note già in epoca precolombiana alle popolazioni indigene del Sudamerica, e descritte da Colombo e da altri esploratori europei, rimasero pressoché ignorate per molto tempo. Solo nella metà del '700 si accese l'interesse scientifico per questa sostanza e per le sue proprietà.

Il lattice dell'Hevea Brasiliensis si cominciò a raccogliere ed esportare sistematicamente solo nella seconda metà dell'800, in concomitanza con l'affermarsi dell'industria automobilistica; inizialmente raccolto in Amazzonia, ove crescevano i migliori alberi della gomma, successivamente importato e coltivato a Ceylon ed in tutto sud-est asiatico, in Thailandia, Indonesia e Malaysia ad opera degli inglesi, desiderosi di contrastare il monopolio della brasiliana Manaus.

Nel 1839 ca. Goodyear scopre la gomma vulcanizzata, aggiungendo una piccola percentuale di zolfo al lattice dell'albero della gomma, che la rendono più resistente ed elastica; tutt'ora applicata alle camere d'aria che a loro volta costituiscono, opportunamente tagliate, la propulsione più diffusa nelle armi dei paesi del sud-est asiatico.
A causa degli alti costi di estrazione e lavorazione, nonché per la deperibilità della gomma naturale, l'industria bellica degli anni '30 si concentrò sugli elastomeri sintetici ottenuti per polimerizzazione di monomeri derivati dalla distillazione di oli minerali, che portò nel 1931 A. Collins, dei laboratori Du Pont, ad ottenere un polimero resistente all'invecchiamento, auto-estinguente e con buone caratteristiche meccaniche: il neoprene.

Dopo la raccolta il lattice viene pastorizzato ed omogeneizzato per renderlo chimicamente e batteriologicamente stabile, quindi viene avviato alle industrie per le lavorazioni.
Guanti, profilattici, paste per modellazione, schiume sanitarie ed elastici, sono alcuni dei principali ambiti di applicazione del lattice.

Confronto grafico tra gomme "progressive" e gomme "nervose" e relativa energia potenziale immagazzinata
 

Esempio di elastico con scarso rendimento: nella fase di carica da la sensazione di essere molto performante ma poi restituisce poca energia.

Tipico comportamento di gomme snervate o con legami molecolari scadenti.

 
La zona rossa evidenzia l'energia dispersa dalla gomma durante la contrazione